Attraverso biopsie testicolari condotte su 22 pazienti, di età compresa tra i 17 e gli 81 anni, è stato possibile individuare tali cellule staminali tra le cellule spermatogoniali dei testicoli, serbatoio degli spermatozoi. Non è ancora totalmente chiara la loro funzione e soprattutto le loro proprietà, ma in provetta hanno reagito in maniera strabiliante riuscendo a rigenerare tutti i tessuti basilari, placenta esclusa.
Un risultato esaltante, che in prospettiva non solo garantirebbe la cura di molteplici patologie, ma che eliminerebbe anche l’annosa etica questione legata all’uso di staminali prelevate da embrioni clonati a scopo terapeutico: sarebbe infatti necessaria semplicemente una rapida biopsia testicolare per avere a disposizione staminali pronte all’uso. In realtà, nonostante la pubblicazione dello studio sulla rivista Nature, è giusto mantenere al momento un profilo basso ed essere cauti. Dello stesso parere anche il professor Chris Mason della University College di Londra, il quale ha specificato che è troppo presto per valutare l’entità dell’intuizione.
Liso Pietro
