Durante il dibattito, a cui hanno partecipato i più importanti specialisti del settore e società scientifiche, è emersa la “necessità di dare una regolamentazione a ciò che è diventato un vero Far West”, ha dichiarato la Martini durante la conferenza stampa tenutasi ieri per la presentazione del sondaggio indetto dalla Swg e dalla Health Communication, “Medicina estetica: i perché e i rischi visti dalle donne italiane”. Il risultato della ricerca non è certo incoraggiante. Ben il 36% delle ragazze under 18 ha dichiarato di non piacersi e il 14% di quelle tra i 16 e i 17 anni si dice addirittura incline ad un intervento di mastoplastica additiva.
Le teen-agers, si sa, si lasciano più facilmente influenzare dai messaggi dei media e capita magari che chiedano come regalo un seno nuovo e ‘perfetto’, purtroppo però molto spesso non sono informate come si dovrebbe sui rischi che operazioni del genere possono comportare. Rischi che riguardano innanzitutto la salute. A quell’età le ghiandole mammarie non hanno infatti ancora completato il loro sviluppo e un intervento di chirurgia plastica invasiva potrebbe persino provocare danni permanenti.
Ecco allora che il sottosegretario al Welfare, sottolineando di non essere comunque contraria alla chirurgia estetica, è convinta che ormai a questo punto un ‘codice deontologico’ sia più che necessario, per fornire le adeguate garanzie, sicurezze e controindicazioni alle giovani pazienti. Una sorta di “banca dati nazionale delle protesi al seno” in cui verranno registrati per esempio il numero delle operazioni effettuate e i materiali usati per le protesi. Tutto, naturalmente, nel massimo rispetto del diritto alla privacy.
Matilde Geraci
