Alcuni giovani con caschi e scudi protettivi si sono piazzati in testa al corteo e hanno iniziato a lanciare sassi e fumogeni; ma le forze dell’ordine sono subito intervenute e hanno risposto con dei lacrimogeni. Nello scontro sono rimasti feriti cinque carabinieri e un agente della polizia di Stato. Quest’ultimo è ricoverato all’ospedale di Vicenza, mentre gli altri sono stati dimessi. Sono stati attimi di vero terrore. Secondo gli organizzatori, i giovani a volto coperto protagonisti dei tafferugli erano ‘infiltrati’: “Si sono aggiunti al nostro servizio d’ordine ma non erano dei nostri, abbiamo saputo comunque neutralizzarli”, ha spiegato Cinzia Bottene consigliere comunale e attivista.
Il blocco del corteo generato dagli estremisti in prima fila è durato 3 ore, causando il malcontento dei negozianti di viale Dal Verme e del circondario. Ma i no global si sono difesi dicendo che hanno risposto solo alle “provocazioni” delle forze dell’ordine giunte sul “loro” tragitto.
Venendo a conoscenza di quanto accaduto la caserma Ederle, la base Usa presente a Vicenza da oltre 50 anni, ha ritenuto opportuno sospendere i festeggiamenti dell’Indipendence Day. Tuttavia, nonostante il disordine venutosi a creare, gli organizzatori parlano di un bilancio positivo per la manifestazione, che si è anche conclusa pacificamente con slogan e cori contro la nuova struttura militare. C’erano slogan contro la guerra e contro la violenza, presenti anche bandiere e magliette con la scritta: ´No Dal Molin? Yes we can’. Un richiamo esplicito al presidente degli Usa Obama che è stato invitato informalmente dei comitati a Vicenza dopo i lavori del G8 per andare a vedere quali effetti hanno lì i progetti politici degli Usa. Ma le manifestazioni ancora non sono finite, infatti oggi una rappresentanza del No Dal Molin parteciperà a L’Aquila alla fiaccolata contro il G8.
Elisabetta Paladini
