
Ma ora la situazione si è ribaltata e i giudici di Strasburgo hanno dato ragione a Soile Lautsi. A tal proposito la Corte ha deciso che il governo italiano pagherà alla donna un risarcimento di 5000 euro per i danni morali subiti.
Secondo quanto deciso dalla Corte la presenza del crocifisso in classe potrebbe essere fastidiosa per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei. Inoltre, facendo a meno di questo “simbolo” religioso si potrebbe continuare a conservare «una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana».
In seguito a tale decisione, il Vaticano, prima di pronunciarsi, ha deciso di leggere la motivazione sulla sentenza della Corte europea di Strasburgo.
Elisabetta Paladini
