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Minareti in Svizzera: dietrofont del governo elvetico?



New York – L’Organizzazione della Conferenza Islamica (OCI) a nome di 56 paesi islamici ha chiesto all’ambasciatore svizzero alle Nazioni Unite di fare dietro front sulla modifica dell’articolo 72 della costituzione svizzera per la costruzione di nuovi minareti in territorio elvetico.


Il 29 novembre scorso in un referendum promosso dal partito della destra populista dell’Udc e della destra cristiana dell’Udf  gli aventi diritto al voto avevano espresso parere negativo per la costruzione di nuovi luoghi di culto islamici con il 57% dei voti. I risultati del voto avevano scosso l’Europa facendo temere una ventata anti-islamica nel vecchio continente. La destra olandese a seguire aveva espresso l’idea del medesimo referendum. Le autorità svizzere, subito dopo il referendum, si erano affrettate a rilasciare dichiarazioni che invitavano alla calma mentre il ministro di Giustizia e polizia elvetico, pur affermando di rispettare il risultato uscito dalle elezioni si precipitava a rilasciare ai giornali dichiarazioni possibiliste sulla costruzione di nuovi luoghi di culto islamici, tenendo conto il fatto che i musulmani sono il 5% della popolazione elvetica.


L’iniziativa promossa alle Nazioni Unite è dettata dalla preoccupazione di una possibile escalation, su tutto il territorio europeo, anti-islamica. Si teme che referendum simili possano essere promossi nei vari paesi dimenticandosi che islam non significa necessariamente estremismo e terrorismo.


Francesco Cappello

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