I beni in questione, posti sotto sequestro nel 2007 e appartenenti al 62enne Amedeo Mazzara, pluripregiudicato affiliato al clan dei Casalesi, consistono in quattro appezzamenti di terreno tra Cesa e Sant’Arpino (località entrambe in provincia di Caserta), un immobile sempre a Cesa, una villa bunker e un’autovettura blindata.
Mazzara è ritenuto uno dei luogotenenti dello storico boss Antonio Bardellino, nonché uno degli esattori dei clan Quadrano-Caterino-De Falco. A dimostrazione di come, purtroppo, chi è preposto al controllo e alla repressione dell’illegalità sia in alcuni casi al servizio della criminalità organizzata, gli uomini della Dia partenopea hanno sequestrato una villetta di 400mila euro appartenente al 61enne Mattia Sorrentino, ex vigile urbano di Mondragone (Caserta).
Il 61enne, negli anni in cui ha prestato servizio, si sarebbe prodigato per evitare i controlli sugli appartamenti affittati dal clan La Torre e avrebbe ricoperto l’insospettabile ruolo di esattore ritirando le tangenti al mercato settimanale. Nel luglio scorso, invece, gli stessi agenti della Dia avevano posto sotto sequestro beni ammontanti a circa 50 milioni di euro, appartenenti al clan dei Casalesi.
Proprio nell’ottica di riutilizzare, a fini socialmente utili, i beni definitivamente confiscati alla Camorra, Regione Campania e Ministero del Lavoro hanno siglato, nel gennaio scorso, un protocollo d’intesa per l’avvio di attività seguite da «Italia lavoro».
Donato Capozzi
Mazzara è ritenuto uno dei luogotenenti dello storico boss Antonio Bardellino, nonché uno degli esattori dei clan Quadrano-Caterino-De Falco. A dimostrazione di come, purtroppo, chi è preposto al controllo e alla repressione dell’illegalità sia in alcuni casi al servizio della criminalità organizzata, gli uomini della Dia partenopea hanno sequestrato una villetta di 400mila euro appartenente al 61enne Mattia Sorrentino, ex vigile urbano di Mondragone (Caserta).
Il 61enne, negli anni in cui ha prestato servizio, si sarebbe prodigato per evitare i controlli sugli appartamenti affittati dal clan La Torre e avrebbe ricoperto l’insospettabile ruolo di esattore ritirando le tangenti al mercato settimanale. Nel luglio scorso, invece, gli stessi agenti della Dia avevano posto sotto sequestro beni ammontanti a circa 50 milioni di euro, appartenenti al clan dei Casalesi.
Proprio nell’ottica di riutilizzare, a fini socialmente utili, i beni definitivamente confiscati alla Camorra, Regione Campania e Ministero del Lavoro hanno siglato, nel gennaio scorso, un protocollo d’intesa per l’avvio di attività seguite da «Italia lavoro».
Donato Capozzi
