Ed è così che inizia il viaggio delle fiale che, dalle regioni italiane dovranno essere portate a Roma e dalla capitale dovranno poi partire verso altre destinazioni, tutte fuori dalla Nazione però. E questo, nonostante l’Oms non abbia ancora dichiarato ufficialmente superata la “fase 6” della pandemia da Influenza A/H1N1.
E’ questa la fine dei 10 milioni di dosi distribuite in Italia, quando invece sono state meno di 900 mila le persone vaccinate al 31 gennaio scorso. È da allora ormai che la pandemia non è più una paura per gli italiani. Ma probabilmente non lo è mai stata: nel dubbio se vaccinarsi o meno, gli italiani hanno preferito astenersi. Persino le donne in stato interessante hanno detto “no”: solo il 12% di loro, traducibile in 22.796 dosi, hanno voluto il vaccino per proteggere sè stesse e il nascituro. Lo stesso dicasi per le persone che erano considerate a rischio, quelle cioè nella fascia d’età tra 6 mesi e 65 anni.
A dare la conferma poi di un rischio che non è mai stato corso è stato il numero di vittime: dalle Regioni si è saputo che ci sono stati in tutto mille ricoveri e 228 vittime. Gli ultimi casi di malati di Influenza suina, quelli relativi al periodo dall’1 al 7 febbraio scorso, sono stati 114 mila,. In tutto insomma ci sono stati, dal 19 ottobre dello scorso anno, 4 milioni e mezzo di contagi.
E ora inizia il viaggio al contrario dei vaccini. In Piemonte per esempio il lavoro è quasi al termine: ospedali e asl che erano stati riforniti hanno quasi completato il trasporto nella speciale cella frigo, e da venerdì dosi singole e multidose saranno a disposizione del ministero.
Del resto il ministro della Salute Ferruccio Fazio, l’aveva annunciato qualche mese fa che i vaccini dovevano essere smaltiti. E l’Italia non è di certo l’unico Paese ad aver esagerato nelle ordinazioni delle dosi: appena si è placato lo stato d’allerta per una possibile pandemia, a diffondersi è stata la polemica: sono coinvolte la Francia, la Gran Bretagna, ma anche l’Olanda e la Germania. L’Europa intera è impegnata in un nuovo mercato, quello per cercare di ‘sbarazzarsi’ delle dosi di vaccino di troppo.
Pina D’Errico
