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Siena, coppia di donne avrà un figlio dopo inseminazione in Danimarca



Una coppia di donne omosessuali di Siena avrà un bambino concepito con un intervento di inseminazione artificiale eseguito in Danimarca. A raccontare la storia di Sara e Margherita è il “Corriere di Siena” che ha intervistato le donne entusiaste e desiderose di poter avere un bimbo che dicono “fortemente voluto”.


Le due donne,  che convivono da due anni, per soddisfare il loro desiderio di maternità si sono trasferite per qualche tempo in Danimarca, paese con una legislazione meno severa sul tema di inseminazione artificiale su coppie omosessuali. Sarà Margherita ad accogliere in grembo il piccolo e a portare avanti la gravidanza.


Sara ha raccontato di aver assistito al momento dell’inseminazione e di essersi sentita importante perché, nonostante questo figlio di fatto abbia un padre biologico sconosciuto, ha potuto provare le sensazioni della compagna in quanto donna.


La ragazza non godrà di alcuni diritti sul bimbo per ovvie ragioni e a suo dire, «essere estranea a questa famiglia è una discriminazione enorme ed è anche colpa dei preconcetti del Vaticano. Credo che non esista il diritto naturale della famiglia». «Il bambino sarà amato da due persone che a loro volta si amano», racconta ancora Sara.


«Esistono al mondo troppi bambini non voluti  e poco amati ma che hanno un padre e una madre e sono più accettati rispetto al nostro. In quel caso, è visto come un gesto d'amore, se lo fanno due donne invece viene visto come un gesto pieno di egoismo», afferma la ragazza.


Il caso della prima famiglia con due genitori dello stesso sesso, ha sollevato l’opinione pubblica e ha aperto un ampio dibattito sul quotidiano senese. I cittadini sono in realtà divisi tra quanti non vedono nulla di sbagliato e quanti, al contrario, si preoccupano per il bambino, per il suo approccio nel sociale, per come potrà sentirsi con i suoi coetanei quando sarà cresciuto. Per altri ancora poi, Siena è una città dalla mentalità ancora troppo chiusa per comprendere simili scelte.


L’approvazione per la scelta delle due donne è giunta invece dalle rispettive famiglie che hanno accolto favorevolmente la notizia e attendono l’arrivo del nipotino. «Quando l’ho detto ai miei genitori non hanno fatto una grinza, dopo 15 giorni erano già per i negozi a scegliere i regali», dice Sara. «La famiglia di Margherita , invece è stata più restia per motivi culturali, ma gli è bastato vedere l’amore immenso che ci unisce per superare ogni barriera».


Roberta Valenzano


 

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