
Pare proprio che il noto regista sia stato escluso dalla gara perché reo di produrre una pellicola all'anno, "colpa assurda, tanto più che mi viene fatta da chi dovrebbe sapere quanta fatica c'è dietro ogni film" avrebbe commentato Avati.
All'uomo gli organizzatori avrebbero anche offerto la partecipazione con il suo "Una sconfinata giovinezza" come film fuori concorso, ma il 71enne ha declinato l'invito, seppure prestigioso: tale onore spetta a chi la gara l'ha vinta, e lui in nove partecipazioni non ha mai ottenuto nessun Leone d'Oro.
Deluso da questa assenza sul Lido anche l'onorevole Maurizio Gasparri: "voglio esprimere pubblicamente solidarietà e stima a Pupi Avati, vittima di una incredibile decisione degli organizzatori della Mostra del Cinema di Venezia" avrebbe dichiarato il presidente dei senatori del Pdl, ed inoltre "l'esclusione di Avati, uno dei più apprezzati registi sulla scena nazionale ed internazionale, sorprende ed amareggia".
Gasparri ha anche ipotizzato ragioni ideologico-culturali dietro questa decisione :"A vedere coloro che sono stati privilegiati, qualche sospetto potrebbe venire. Questo episodio, insieme a molti altri, dimostra che quelli che si lamentano delle censure sono coloro che le praticano in tante occasioni senza, in realtà, subirle mai".
A non fomentare le polemiche, però, ci ha pensato proprio Avati, ringraziando il politico per l'interesse dimostrato ma gettando acqua sul fuoco, evitando che questo possa diventare un vero e proprio caso mediatico.
Giusy Muolo
